AROUND THE WORLD IN 80 DIGS (IL GIRO DEL MONDO IN 80 SCAVI)

Talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile che non partire mai.

(Giorgio Faletti)

Vi siete mai chiesti che fa un archeologo nella vita reale?

Se lo sapete già, sapete benissimo che la realtà è ben lontana dalla fantasia.

Un “vero” archeologo non combatte i nemici con pistola e frusta, non rischia la vita per recuperare antichi manufatti (a meno che non si prenda il tetano, infilzandosi con qualche chiodo arrugginito), non gira il mondo alla ricerca di tesori perduti … nella realtà un archeologo studia e, se gli va bene e non è disoccupato, si scervella per farsi pubblicare degli articoli su qualche rivista scientifica o lotta per far sì che la campagna di scavo da lui diretta riceva i fondi di anno in anno … ma in rari casi un “vero” archeologo vive delle avventure.

Tuttavia, a volte mi chiedo: e se, invece, fosse possibile essere un “Indiana Jones” nella vita vera, mescolando realtà e fantasia? Se fosse possibile far sì che un archeologo viva intrepide avventure in giro per il pianeta, invece che limitarsi ad una vita di assoluto accademismo o di disoccupazione?

La risposta che voglio dare a queste domande è affermativa, ma qui viene il momento di spiegarvi il mio progetto, e di conseguenza qual è il mio sogno.

Around the world in 80 digs è un progetto che prende chiaramente il nome dal celebre romanzo di Jules Verne, Il giro del mondo in 80 giorni. Volevo ricalcarne l’atmosfera, per coltivare il desiderio di vedere il mondo e le sue bellezze: la natura e l’ambiente, ma anche le città e le persone.

A differenza del libro, il mio giro del mondo non sarà solo un viaggio nello spazio, ma anche un viaggio nel tempo e nella storia. L’idea è quella di poter viaggiare nel tempo, dato che da bambino avrei voluto realizzare una macchina del tempo come la Delorean di Ritorno al futuro.

L’archeologia, in qualche modo, è un buon escamotage per poter viaggiare nel tempo, proprio perché l’attività dello scavo permette di ripercorrere le orme degli uomini del passato e di ricostruire la loro storia.

Ho pensato, quindi, di fare il giro del mondo, passando per 80 scavi archeologici attinenti a molteplici periodi storici (ci saranno scavi preistorici, classici, medievali e moderni). Passerò per tutti i continenti: Europa, America, Asia, Africa ed Oceania.

Ho deciso di mescolare la mia passione per i viaggi e le avventure con la passione per l’archeologia.

Gli scavi saranno organizzati per lo più dalle università italiane ed estere. Ho cercato di scegliere scavi a cui potrò partecipare senza particolari requisiti, se non la mia voglia di lavorare e di scoprire cose nuove. Tuttavia, la decisione di accettare o meno la mia partecipazione sarà sempre a discrezione  degli organizzatori di ogni scavo.

Mi piacerebbe, con il tempo, riuscire trasformare questo progetto in una realtà lavorativa effettiva e diventare sempre più indipendente. Il mio obiettivo è di creare una sorta di web reality, di cui sarei protagonista. Mi piacerebbe poter vivere raccontando le mie esperienze archeologiche su Facebook, YouTube, Instagram con foto, video e articoli delle mie attività di scavo.

L’impresa, Around the world in 80 digs, durerà più di 15 anni, proprio perché sarà non sarà un viaggio repentino, attuabile in pochi mesi. Sarà un viaggio lungo, lento e programmato, perché gli scavi sono organizzati per lo più in estate e la durata di ognuno sarà circa di un mese, quindi è normale che le tempistiche si dilateranno molto.

Sarà un’avventura “a gocce”, come mi piace definirla, e non un “fiume in piena” …  molte volte sarò in qualche luogo sperduto del mondo a scavare, dormendo all’addiaccio in una tenda: non c’è cosa che io desideri di più dalla mia vita.

Il vitto e alloggio delle volte saranno concessi gratuitamente dagli organizzatori degli scavi, ma la maggior parte delle volte sarà necessario pagare delle quote d’iscrizione, anche molto costose. Spero di farcela.

Vorrei dimostrare che anche l’archeologia può diventare un’avventura meravigliosa intorno al mondo.

Ho bisogno d’intraprendere questo viaggio per riscoprire me stesso … e per diventare un “Indiana Jones” nella vita reale.

E TUTTO QUESTO SARÀ POSSIBILE SOLO GRAZIE A VOI!